Tensione fra le istituzioni

Tamponi e mascherine: i medici veneti passano alle denunce, esposto di Anaao e Fimmg

"A fine emergenza chiederemo conto di tutte le condotte omissive di chi sta comodamente seduto a metri di distanza dalle persone dietro una scrivania con una mascherina ad alta protezione facendosi ripetere tamponi di fatto inutili".

Tamponi e mascherine: i medici veneti passano alle denunce, esposto di Anaao e Fimmg
10 Aprile 2020 ore 14:54

L’Anaao Assomed – associazione dei medici e dirigenti sanitari italiani – si scaglia contro la gestione del personale sanitario da parte della Regione Veneto. Un esposto in piena regola presentato ieri, 9 aprile 2020, al Nas dei carabinieri di Padova. Sempre nella giornata di ieri, in seguito al decesso da Covid-19 all’ospedale di Treviso della dottoressa Samar Sinjab, medico di famiglia a Mira, anche la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), scende sul piede di guerra lanciando pesanti accuse contro diverse Alss venete, promettendo di chiedere conto del trattamento ricevuto al termine dell’emergenza in atto.

La denuncia di Anaao Assomed

Attraverso 18 pagine di resoconto i medici veneti mettono insieme tutte le presunte omissioni e mancanze attribuibili a Regione Veneto in merito alla mancata adozione dei presidi di sicurezza che avrebbero dovuto evitare il dilagare del contagio del Croronavirus al personale medico e ospedaliero. Si tratta del documento che Anaao Assomed ha consegnato ai carabinieri del Nas di Padova.

“Negare ai medici e al personale sanitario la possibilità di difendersi da un nemico invisibile è qualcosa che contrasta con il diritto, lo si è visto, ma prima ancora è inaccettabile, perché tradisce il senso di equità che è insito in ognuno di noi – scrive nell’esposto il segretario regionale Adriano Benazzato – Anaao-Assomed lamenta e denuncia la grave violazione delle norme antinfortunistiche e la grave violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro“.
A fronte di ciò si chiede alle autorità competenti di avviare le opportune indagini per accertare le eventuali responsabilità amministrative o penali, a carico dei direttori generali delle Aziende sanitarie della Regione Veneto e di altri soggetti responsabili. E ancora:
“Dall’analisi svolta emergono tutti gli elementi per formulare le seguenti considerazioni conclusive. Il fatto che ci siano medici, infermieri e operatori sanitari che abbiano contratto il SARS-CoV-2 sul posto di lavoro, per causa di servizio, subendo in tal modo gravissimi pregiudizi alla salute, talvolta anche a costo della vita, è la dimostrazione più evidente della fragilità dei modelli organizzativi e gestionali di molte strutture sanitarie del Veneto”.

“Prepararsi al rischio epidemie”

Nell’esposto si rammenta inoltre:
“Nel 2014 l’Oms invitava le strutture sanitarie a prepararsi per tempo per gestire il rischio di epidemie provocate da nuovi agenti patogeni indicando peraltro la necessità di predisporre adeguati piani di emergenza che avrebbero dovuto essere aggiornati e monitorati nel tempo, in particolare doveva essere prevista una stretta sorveglianza dei medici e del personale sanitario fin dall’inizio di un’epidemia con un nuovo agente patogeno”.

La Fimmg rincara la dose

Il decesso a causa del contagio da Covid-19 del medico di base Samar Sinjab scatena l’ira della Federazione italiana medici di medicina generale. Il segretario regionale veneto Fimmg, Domenico Crisarà, si scaglia contro diverse aziende sanitarie, tra cui la Alss veneziana, vicentina e veronese. Si denuncia anche in questo caso la mancanza di dispositivi di protezione e di prevenzione nei riguardi dei medici. Crisarà punta anche il dito contro le modalità di esecuzione dei tamponi con “tempi di refertazione che superano spesso i dieci giorni e che non vengono ripetuti con nonostante il contatto continuo con i pazienti”.

La Fimmg annuncia che al termine dell’emergenza:

“Chiederà conto di tutte le condotte omissive di chi sta comodamente seduto a metri di distanza dalle persone dietro una scrivania con una mascherina ad alta protezione facendosi ripetere tamponi di fatto inutili“.

 

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