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Indaga la Procura

Report e il "disastro" veneto nella seconda ondata Covid: l'imbarazzante fuorionda

Sotto la lente la zona gialla "a tutti i costi" e l'impulso dato ai tamponi rapidi, che uno studio di Crisanti giudicava invece poco attendibili. Indaga la Procura.

Glocal news 28 Aprile 2021 ore 10:41

Dopo la puntata di Report è bufera nella sanità veneta. Il dottor Flor controbatte e non si dimette dopo il discusso fuorionda, mentre la Procura di Padova sta indagando proprio sull'efficacia dei tamponi rapidi.

Report mette a nudo il "disastro" veneto

Il tema è: perché il Veneto, nella prima ondata Covid, è stato un modello mentre nella seconda (specialmente nei mesi di novembre e dicembre) ha avuto un numero così elevato di morti, tra i più negativi a livello nazionale? Parte da questo quesito l'inchiesta della trasmissione Report andata in onda lunedì sera e che, inevitabilmente, ha creato scompiglio nella sanità veneta.

Alla domanda, il noto format Rai, risponde suggerendo alcune ipotesi: la pervicace volontà di mantenere la "zona gialla", con un trattamento "sospetto" dei dati sui positivi, e la decisione della Regione - ritenuta errata - di puntare forte sui test antigenici, i famosi tamponi rapidi, laddove uno studio del professor Andrea Crisanti, scaricato nonostante l'esperienza virtuosa della prima ondata, avrebbe invece dimostrato la loro (molto) relativa attendibilità. Il che, l'ipotesi adombrata, avrebbe consentito a molti falsi negativi di circolare e infettare  altre persone in vari contesti: di qui, con il concorso della zona gialla mantenuta "a tutti i costi", l'aumento esponenziale dei morti in Veneto nella seconda ondata.


Il fuorionda di Flor

E proprio sullo studio "fantasma" di Crisanti, che anche ieri i vertici della sanità veneta, in testa la dottoressa Russo, hanno ribadito di non aver mai ricevuto in forma ufficiale, hanno fatto scalpore le frasi dette fuorionda dal direttore della sanità regionale, il dottor Luciano Flor, che si è lasciato sfuggire come, proprio lo studio di Crisanti, avrebbe potuto creare "grane" con le aziende farmaceutiche produttrici.

Un motivo per occultarlo e farlo finire nel dimenticatoio?

Interrogativi per rispondere ai quali si è mossa la Procura di Padova, che ha aperto un'inchiesta mirata proprio ad accertare l'effettiva attendibilità dei tamponi rapidi. L'ipotesi di reato potrebbe essere quella di frode.

Intanto lo stesso Flor ha ribadito ieri di non avere alcuna intenzione di dimettersi per quelle parole, annunciando querele.

Le reazioni

Intanto ieri, nel consueto punto stampa, Zaia, incalzato sull'argomento, ha dichiarato:

"Penso ci siano responsabilità personali, ma non ho ancora visto la puntata di Report. In ogni caso io non vedo negativamente il servizio di Report, dimostra che l’amministrazione è trasparente. Il fuorionda di Flor? Ne parleremo con lui e chiederemo conto delle sue affermazioni".

Sulla vicenda i consiglieri di minoranza hanno interrotto e ritardato l'inizio del Consiglio regionale, chiedendo a gran voce la presenza di Zaia in aula. In molti hanno sottolineato di aver avuto da Report le risposte che attendevano da tempo dalla Regione.