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Analisi della Regione

Prezzi "impazziti" ma i prodotti ci sono, Zaia: "Vi mostro le prove della speculazione"

L'analisi effettuata da Veneto Agricoltura sull’andamento della produzione e dei prezzi nei primi mesi del 2022 non lascia dubbi: "Servono sovranità alimentare ed energetica".

Prezzi "impazziti" ma i prodotti ci sono, Zaia: "Vi mostro le prove della speculazione"
Attualità 01 Aprile 2022 ore 15:37

Ecco l'analisi effettuata da Veneto Agricoltura sull’andamento della produzione e dei prezzi nei primi mesi del 2022.

Prezzi "impazziti" ma i prodotti ci sono, Zaia: "Ecco le prove della speculazione in atto"

“Da un’analisi che ha condotto la Regione Veneto emerge che, viste le ridotte dimensioni del nostro import-export agroalimentare con Russia e Ucraina, attualmente non risulterebbe una mancanza di prodotto. Quello che invece mi preoccupa è l’andamento dei prezzi, figlio solo di speculazione: dallo scoppio del conflitto, le quotazioni alla borsa merci di Bologna, emerge che il mais costa il 40% in più, il frumento tenero segna +24%, il sorgo +24,6% e la soia fa +17%. Le autorità internazionali, che dovrebbero regolare l’efficienza dei mercati dai quali dipendono i prezzi locali, come mai non intervengono per fermare quella che è evidentemente solo speculazione?”

Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta un’analisi effettuata da Veneto Agricoltura sull’andamento della produzione e dei prezzi nei primi mesi del 2022. A livello Italia le importazioni complessive provenienti dai due Paesi in guerra non raggiungono il 4% del valore, mentre le esportazioni non superano il 2% del totale.

Per il Veneto le percentuali si riducono ulteriormente, visto che le importazioni agroalimentari dai due Paesi costituiscono appena lo 0,3% del valore totale importato (dati 2020). Tuttavia, per alcuni prodotti la quota delle importazioni raggiunge livelli considerevoli: è il caso dei semi di lino, di cui la nostra Regione importa una quota del 58% del totale dalla Russia, del sorgo (25,4%) e dei semi di girasole (8,3%) ucraini.

“Se per ora fortunatamente non c’è un allarme cibo, c’è però un allarme prezzi”, puntualizza il presidente Zaia. “Le tensioni sui mercati globali delle principali commodities agricole si stanno facendo sentire anche a livello Italia, con un incremento dei listini e di conseguenza un aumento dei costi di approvvigionamento, sia che questi avvengano con prodotto interno, sia con quello proveniente da altri Paesi. Sommando queste impennate di prezzo a quelle già registrate lo scorso anno – conclude il Governatore veneto - è facile prevedere ulteriori difficoltà per gli allevamenti zootecnici da latte e da carne. Se a questi rincari aggiungiamo l’incremento dei costi energetici, che sta già colpendo le produzioni in serra di orticole e floricole, è chiaro che il futuro non è roseo. Lo dico da settimane e lo ripeto: bisogna rivedere le priorità del Pnrr e la Pac in Europa, vanno aiutati con ristori coloro che hanno subito fermi produzione o cali di fatturato. Senza sovranità alimentare ed energetica, la ripresa è a rischio”.

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